Che effetti ha l’ozono sulle piante?
Le elevate concentrazioni estive di ozono danneggiano le piante
e la vegetazione. I danni, visibili ad occhio nudo per esempio sulle
foglie, concernono soprattutto latifoglie, cespugli e colture. L’alto
carico di ozono può pregiudicare le crescita e la vitalità
di specie vegetali sensibili.
L'ozono indebolisce gli alberi e ne rallenta la crescita, impedendo
il trasporto dello zucchero formatosi con la fotosintesi nelle foglie
e negli aghi alle radici, al tronco e ai rami. Questa situazione
comporta tra l’altro il deperimento delle radici più
fini e dei funghi micorrizici (che vivono in simbiosi con le piante
sulle radici) e il generale indebolimento dell’albero. Le
piante più deboli non possono più garantire un’efficace
protezione contro valanghe e smottamenti di terra.

L’ozono riduce la resa dei raccolti e reca danno quindi all’agricoltura. L’ozono colpisce
in particolar modo le specie utili che hanno un’elevata permeabilità
fogliare (il trifoglio, l’erba medica, i pomodori, la soia
e i fagioli), penetrando all’interno delle foglie e danneggiando
le cellule. Queste riduzioni della funzionalità si manifestano
con macchie e malformazioni della superficie della foglia. L’esposizione
prolungata a concentrazioni elevate di ozono comporta perdite ai
raccolti di importanti colture (soprattutto cereali e patate), che
a seconda del tipo di coltura e della regione possono essere più
o meno accentuate. Studi hanno mostrato che il perdurare del carico
di ozono modifica la biodiversità e riduce la produzione
di coltivazioni e prati, e minano la resistenza della vegetazione
in genere contro parassiti e altri agenti patogeni.
L’assorbimento dell’ozono nelle foglie avviene attraverso
gli stomi, la cui apertura/chiusura dipende dalle condizioni ambientali.
In particolare la siccità provoca un restringimento degli
stomi e quindi una riduzione dei quantitativi di ozono assorbiti
dalle foglie, e conseguentemente dei suoi effetti negativi.
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